La correspondance politique de Ludovico da Canossa et la diplomatie italienne dans la première moitié du XVIe siècle

par Francesca Chionna

Thèse de doctorat en Etudes italiennes

Sous la direction de Emanuele Cutinelli Rèndina et de Grazia Distaso.

Le président du jury était Perle Abbrugiati.

Le jury était composé de Claudia Corfiati.

Les rapporteurs étaient Perle Abbrugiati, Sebastiano Valerio.


  • Résumé

    Le but de cette thèse est de parvenir à une édition commentée de la correspondance inédite que le prélat et diplomate Ludovico da Canossa entretint dans les années 1525-1527, à savoir la période de la Ligue de Cognac, avec des destinataires particulièrement notables et connus de son époque, et notamment avec le dataire de la cour pontifical Gian Matteo Giberti. A travers l’édition commentée d’une sélection de ces documents historiques, nous souhaitons porter un regard historique et critique sur les pratiques et les langages de la diplomatie italienne entre la fin du XVe et la première moitié du XVIe siècle. Notre recherche s’articule plus précisément autour des axes suivants : tout d’abord l’édition de la correspondance de Canossa avec le dataire pontifical Giberti à l’époque de la Ligue de Cognac ; ensuite, l’analyse du personnage de Canossa tel qu’il figure dans le Courtisan de Baldassarre Castiglione (1527) ; et, enfin, l’étude du langage de ces échanges épistolaires, avec un regard constant sur les dynamiques historico-politiques de la première moitié du XVIe siècle.

  • Titre traduit

    Ludovico da Canossa's political correspondence and ltalian diplomacy in the first half of the sixteenth century


  • Résumé

    Our dissertation offers a commented edition of the unpublished letters of Ludovico da Canossa to some illustrious addressees. We focused mainly on the correspondence sent to the pontifical datary Gian Matteo Giberti, with a specific attention to the literary practice, the language and the documents brought out by European diplomatic corps between the late fifteenth and the first half of the sixteenth- century. Canossa’s correspondence - stored in the Capitualar Library of Verona DCCCXXVIII-XXXI (DCCXXXII-V) – looks as a sixteenth century’s paper codex (1523-29) indistinct sheets, in italic autograph characters.The research has been carried out along different axes : on the one hand, the edition of the correspondence with the pontifical datary Gian Matteo Giberti in the period of the Cognac League ; on the other hand, the analysis of Canossa as a character of Castiglione’s Book of the Courtier ; finally, it has been analysed the language of Ludovico da Canossa’s epistolography, with a constant look at the historical and political dynamics of the first half of the Sixteenth century.

  • Titre traduit

    L’epistolario politico di Ludovico da Canossa e la diplomazia italiana nella prima metà del Cinquecento


  • Résumé

    La tesi si propone di pubblicare un’edizione commentata della corrispondenza inedita di Ludovico di Canossa con alcuni destinatari illustri e soprattutto con il datario pontificio Gian Matteo Giberti, con uno sguardo storico e critico sulle pratiche, il linguaggio e le scritture letterarie prodotti dalla diplomazia europea tra la fine del XV secolo e la prima metà del XVI. La corrispondenza di Canossa, conservata presso la Biblioteca Capitolare di Verona DCCCXXVIII-XXXI (DCCXXXII-V), si presenta in cartaceo del XVI secolo (1523-29) in fogli separati con carattere corsivo autografo, raccolti in tre buste.La ricerca si è svolta lungo diversi assi: da un lato, l’edizione della corrispondenza con il datario Giberti relativa agli anni della lega di Cognac; dall’altro, l’analisi del personaggio Canossa inserito da Castiglione nel Cortegiano. Infine la lingua dell’epistolografia di Canossa, con uno sguardo costante sulle dinamiche storico-politiche della prima metà del Cinquecento.Canossa (1475-1532) visse per intero le fasi più acute delle cosiddette ‘guerre d’Italia’: egli fu non solo un erudito ma anche un abile negoziatore impiegato a più riprese dai sovrani francesi Luigi XII e Francesco I. Il corpus epistolare del diplomatico di Verona costituisce, nel suo insieme, un documento significativo per i rapporti tra lo stato pontificio (e dunque, in una certa misura, dell’Italia intera) e la corona francese, soprattutto negli anni venti del Cinquecento: Canossa in effetti mostra una percezione precoce della crisi italiana e del lento deteriorarsi dei rapporti con la Francia. Il punto più alto della parabola diplomatica del veronese si configurerà con la favorevole conclusione della lega di Cognac (maggio 1526), alleanza che in effetti è percepita dagli stessi protagonisti come l’ultima e disperata battaglia di ‘intellettuali impegnati’ come Ludovico da Canossa e Francesco Guicciardini per costruire uno spazio politico italiano. La scrittura, pubblica e privata, in questo contesto diventa uno strumento di dialogo fra identità culturali, linguistiche e politiche eterogenee, oltre che strumento per orientare il proprio responsabile politico e l’opinione pubblica.Gli anni venti del Cinquecento ci restituiscono un Ludovico da Canossa che ha lasciato alle spalle la carriera da nunzio pontificio, ormai prostrato nel perseverare, al servizio di Francesco I, nell’allestimento della lega anti-spagnola. Si tratta di un periodo di trattative decisive non solo per le vicende ‘locali’ degli stati e delle corti della Penisola, ma durante il quale si percepisce con maggiore evidenza come le ‘guerre d’Italia’ si configurino in realtà come una guerra europea di predominio cheha l’Italia come campo di battaglia e ad un tempo come preda. Occorreva organizzare una risposta vigorosa alle potenze straniere se i territori italiani non volevano rischiare di essere fagocitati da Francia e Spagna. Canossa personaggio del Cortigiano insieme ai fratelli Fregoso, a Giuliano de’ Medici, a Bibbiena, a Bembo appartiene al gruppo di coloro che hanno effettivamente giocato un ruolo significativo nelle ‘cose de Italia’, per usare una formula sovente ripetuta nelle epistole del veronese.Tuttavia, proprio Canossa e i Fregoso furono tra i primi a percepire che la politica di equilibrio di Leone X sarebbe stata destinata a fallire e che occorreva schierarsi con la potenza d’Oltralpe.

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