Murus servii. La fase arcaica delle mura di roma

par Giovanna Battaglini

Thèse de doctorat en Histoire

Sous la direction de Antonio Gonzales et de Filippo Coarelli.

Le président du jury était Mario Denti.

Le jury était composé de Antonio Gonzales, Filippo Coarelli, Mario Denti, Emmanuele Curti, Marco Maiuro, Marco Fabbri, Vincent Jolivet, Fabrizio Pesando.

Les rapporteurs étaient Emmanuele Curti, Marco Maiuro.

  • Titre traduit

    Murus servii. La phase archaïque des murs de Rome.


  • Résumé

    L'objet de cette thèse est l'étude de la « Muraille Servienne », monument fondamental pour l’investigation et la compréhension de l’Époque archaïque. Cette recherche est principalement née de la nécessité de localiser et, en même temps, de dater le plus ancien circuit des remparts de la Rome antique. Il s’agit, en effet, d’un sujet qui est encore aujourd’hui très controversé. Ce travail a permis d’obtenir des données qui confirment l'existence de l’enceinte urbaine au VIe s. av. J.-C., conformément aux sources antiques, selon lesquelles la première enceinte de Rome fut construit par le roi Servius Tullius (578-535 av. J.-C.). La fortification de l’Époque royale présente à peu près la même extension que celle républicaine (IVe s. av. J.-C. ); ce cas fut jugé inacceptable par plusieurs experts et fut souvent utilisé comme preuve pour réfuter l'existence d'une muraille continue au VIe s. av. J.-C. : ce qui reviendrait presque à nier le développement de « La grande Roma dei Tarquini »

  • Titre traduit

    Murus servii. The archaic phase of the city walls of Rome


  • Résumé

    The aim of this research is to investigate the “Servian Wall”, a fundamental monument for the study and the comprehension of the Archaic Age. The main target of this analysis is to recognize and, at the same time, to attribute a date to the earliest city-wall of Rome. Effectively, there are still several questions and unsolved problems related to these topics. This dissertation confirms the existence of the circuit walls of Rome in the VIth BC, in accordance with literary sources: the earliest city-wall, indeed, is traditionally attributed to the king Servius Tullius (578-535 BC) by ancient authors. The extension of the archaic fortification almost corresponded to those of the Republican walls (IVth century BC); this matter is considered unacceptable by different scholars, who usually exploited it as an evidence to refute the existence of a circuit wall during the VIth BC.: a theory that would deny, indirectly, the well-known development of the so called “Grande Roma dei Tarquini”


  • Résumé

    Questo lavoro è iniziato sulla base di ricerche storico-archeologicheche svolgo su Roma Antica, in special modo nel periodo compreso fra l’EtàArcaica e il primo secolo della Repubblica. Le ricerche e le scopertearcheologiche degli ultimi decenni hanno modificato radicalmente il quadrodelle conoscenze relative a questo periodo, e il presente lavoro intendeapprofondire lo studio della più antica cinta di Roma. La storia di Roma è,infatti, anche quella delle sue mura: come linea tangibile che racchiude lacittà in uno spazio predeterminato e sacralizzato, fatto che condiziona i limitidella città stessa, determinando conseguenze non solo puramente praticheed utilitarie, ma anche religiose ed istituzionali.Tale ricerca è nata principalmente da una necessità: quella diindividuare e al tempo stesso datare la prima cinta dell’Urbs. Questiargomenti, infatti, costituiscono ancora oggi un tema dibattuto, e nondefinitivamente risolto. Fra gli studiosi che si sono occupati dell’argomento, ineffetti, molti affermano l’esistenza di un circuito murario arcaico,coerentemente con quanto tramandato dalle fonti letterarie, che insistonosulla costruzione di un’opera di una cinta attribuita ai Tarquini, ed inparticolare a Servio Tullio; sarebbe questa la prima cinta di Roma, che i restiin tufo locale (cappellaccio) potranno confermare. Viceversa altri studiosinegano una fortificazione arcaica, e costoro fanno risalire la prima cinta diRoma al IV secolo a.C., unanimemente riconosciuta nei tratti in blocchi digrotta oscura, un materiale che prende il nome dalle cave di estrazione,presso la località di Grotta Oscura, situata a Nord di Roma. Anche aquest’ultima cerchia si attribuisce il nome di “Mura serviane” (pur essendo dietà repubblicana), poiché in passato veniva assimilata all’opera di Servio196Tullio citata dalle fonti, e la tradizione di questa denominazione si mantieneanche oggi.Il lavoro che qui presento “MURUS SERVII. La fase arcaica delle muradi Roma”, intende considerare l’esistenza di una cinta di età regia, in accordocon la tradizione letteraria, attraverso la documentazione di tutti i reperti incappellaccio a questa riferibili. L’approccio metodologico prevede l’analisi elo studio di tali resti, contemporaneamente all’esame delle fonti letterarie e ditutta la documentazione storico-archeologica, al fine di cercare di risolvere inmaniera definitiva la questione della datazione, e per proporre unaricostruzione del circuito murario in Età arcaica.I tratti di mura in cappellaccio sono stati studiati in manierasistematica, attraverso l’analisi dei dati disponibili: archeologici, topografici,storici e letterari; fonti d’archivio, carte archeologiche e altri tipi didocumentazione; fotografie, disegni, manoscritti etc.; esame in situ nel casodi resti accessibili.

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Informations

  • Détails : 1 vol. (353 p.)
  • Annexes : Bibliographie p.256-288

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  • Bibliothèque : Bibliothèque universitaire. Section Lettres.
  • Non disponible pour le PEB
  • Cote : LET.BESA.2014.016
  • Bibliothèque : Bibliothèque universitaire électronique, Besançon.
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